(FRAZ. CASCIA - PERUGIA - ITALIA)

 

 

LA PASQUARELLA

Chi frequenta o ha frequentato la Valnerina  ha sicuramente sentito parlare della Pasquarella, una antica tradizione religiosa diventata  col tempo una manifestazione del folklore popolare. Si tratta di una festa che si protrae dal 2 al 6 gennaio  impegnando gran parte della popolazione avenditana. I primi giorni del nuovo anno un gruppo eterogeneo costituito da giovani, anziani, adulti e bambini,   si reca nei paesi vicini narrando,  sotto forma di canto, temi che richiamano l'atmosfera del Natale appena trascorso, del presepe, dell'apparizione della stella cometa,   la consegna dei doni dei Magi, l'arrivo del nuovo anno. Il canto, per tradizione, viene compensato con l'offerta di doni ed è accompagnati dal suono di organetti, caccavelle e tamburelli. Il 6 gennaio, ultimo giorno di Paquarella, la festa ha luogo  ad Avendita e coinvolge tutti gli abitanti del paese, nessuno escluso, impegnati a rifocillare i cantori con tanto cibo e altrettanto vino. I nostri genitori facevano quello che noi facciamo adesso, seppur con qualche differenza di non poco conto: gli spostamenti avvenivano solo a piedi, senza l'impiego di mezzi di trasporto, mentre i doni consistevano esclusivamente di prodotti commestibili. 
Quest'anno (2007) la Pasquarella ha visitato Ospedaletto, Logna, S. Giorgio, Cascia e Norcia. Il 6 gennaio, ultimo giorno,  la festa è iniziata intorno alle 15,30 a Colle di Avendita, un minuscolo paese che dista pochi minuti a piedi dal nostro e che gli avenditani considerano come una propaggine  di Avendita. La festa si è conclusa  in piena notte,  all'una e quindici.
Nella colonna di destra sono riportati i testi di alcune pasquarelle che spiegano meglio di tante parole lo spirito e l'atmosfera di questa festa così sentita.
Resta da chiarire perchè, in pieno periodo post natalizio, si parli di “pasquarella” . Il motivo risiede  nel fatto che l'epifania, dal punto di vista religioso, è considerata  come la prima pasqua, precedendo quella di resurrezione e di pentecoste.
Della “Pasquarella” esiste anche una versione  per bambini: si tratta de “ lu suffiu”. La mattina del 5 gennaio i bambini  di Avendita  visitano le case dei loro paesani invocando tutti insieme “lu suffiu”, una esplicita richiesta di doni  rigorosamente commestibili. La sera del 5 gennaio, poi, ad Avendita arriva una Befana vera, in carne ed ossa,  annunciata da uno scampanellio ed attesa trepidamente da tutti i bambini.     
La tradizione della “Pasquarella”  e l'entusiasmo di Don Renzo Persiani, parroco del nostro paese per oltre 20 anni,  hanno dato origine,  intorno alla metà degli anni Settanta,  al  gruppo folkloristico de "I Pasquarellani di Avendita". Il gruppo ha avuto vita piuttosto lunga, raggiungendo un discreto successo, soprattutto nella regione Umbria. Il gruppo folkloristico  ha partecipato più volte all'Europeade, una manifestazione che  si prefigge lo scopo di custodire e diffondere  le tradizioni popolari dei popoli europei. Ogni anno l'Europeade si svolge  in una città diversa e vi partecipano gruppi folkloristici  appartenenti ad ogni paese. L'elenco delle sedi e delle date di ogni Europeade, dal 1964 al 2008, oltre 40 anni, con evidenziate le manifestazioni alle quali hanno partecipato ------- “I Pasquarellani di Avendita”, è disponibile qui. Per maggiori informazioni consultare il sito internet "http://europeade.eu".   

Testi di F. L.

Testi delle Pasquarelle

NU SIMU VINUTI   1 --- NU SIMU VINUTI  2 --- OGGI E’ QUELLA GIORNATA

CE N’ IMO CANTENNO --- NEL PRESEPE --- PUNTEGGIATE AMICA STELLA

COMPATITECI  SIGNORI --- ECCO PASQUA EPIFANIA

LE TRADIZIONI

Canto a "Fiju/a  maschiu/femmina"

La tradizione della cantata a “fiju maschiu” è stata  ripresa circa venti anni fa dopo  un periodo di oblio. Si  tratta dei festeggiamenti  che si tengono in occasione della nascita di un bambino o di una bambina. In origine, però, riguardava soltanto i nati di sesso maschile. I nostri nonni ricordano che per i maschi era tradizione tagliare il prosciutto, per le femmine soltanto la “spalletta” (la spalla del maiale). Il motivo risiede molto probabilmente nel fatto che i figli maschi erano avviati molto presto al lavoro dei campi, fornendo un prezioso aiuto alle famiglie. Naturalmente, questa distinzione non esiste più da tempo e la nascita dei bambini, maschi o femmine che siano, è un' ottima  occasione per festeggiare.
Nella messa domenicale i genitori del neonato annunciano, per bocca del sacerdote, il giorno del “canto”, al quale naturalmente è invitato tutto il paese. La festa, visto il numero degli invitati, si svolge sempre all'aperto. Oltre che un'occasione per mangiare e bere come in una festa di matrimonio, è un momento i paesani si ritrovano  tutti  insieme per cantare, parlare, scherzare, giocare. Da un po' di anni, è invalsa l'usanza di preparare un florilegio di stornelli dialettali  che  ironizzando bonariamente sulle qualità di ciascun membro della famiglia festeggiata,  contribuiscono ancor più a creare un'atmosfera spensierata e felice.


Messa alla "Madonna di Viezzu"

Ad Avendita la Messa di Ferragosto si tiene all'aperto, all'esterno di una minuscola chiesa, la “Madonna di Viezzu”, che prende il nome dal luogo in cui è ubicata. La chiesa si trova in una piccola radura a poco più di  mezz'ora di cammino dal paese ed è raggiungibile attraverso una strada sterrata che taglia campi e boschi.  La Messa ha inizio  alle ore 7. Dopo la cerimonia religiosa i fedeli raggiungono un luogo poco distante, nei pressi di una fonte d'acqua, dove fanno colazione con panini e vino.

  

Presepe vivente

Da 12 anni, prima del Natale, grazie all'iniziativa della maestra della locale  scuola elementare, si tiene ad Avendita un presepe vivente, che coinvolge tutti gli abitanti non solo nella predisposizione delle numerose scene disseminate lungo le stradine del paese ma anche  come veri e propri  attori. Questa manifestazione è seguita anche da un numeroso pubblico proveniente dagli altri paesi. Nel 2006 le telecamere della Rai hanno dato lustro al nostro presepe.

Testi di F. L.