(FRAZ. CASCIA - PERUGIA - ITALIA)

 

 

OGGI E’ QUELLA GIORNATA

 

Noi vi vogliamo dire della gloriosa festa,
della corte celeste illuminata.
    
      Oggi è quella giornata che vinnero i tre Re,
      che vinnero a vedé nato Bambino.

 Il Redentor Divino dal cielo fu calato,
Scamparci dal peccato a noi cristiani.

Su su fratelli cari uniti con Maria,
e la Vergine pia Madre gloriosa.
E S. Giuseppe sposa e di S. Anna figlia,
Ognun per meraviglia l’ammirava.

E S. Giuseppe stava onor di quello stato,
David era chiamato,  era un bel nome.  

Il ricco imperatore lo fece buttà al bando,
ognuno al suo comando fu chiamato.

E S. Giueppe beato che non gli conveniva,
perché stava Maria per partorire.

Allor presero a dire dò la volea portà,
do’  la volea menà quel vecchierello.

Presero ‘n asinello, si misero in via, 
Insieme con Maria sen’andorno.

Un bue se portorno che vender lo volea,
perché pagar dovea certa moneta.

E fu con faccia lieta si misero a girà,
per poter alloggià ma non trovorno.

In una stalla entrorno dove che concepì
Dove che partorì nostro Signore.

Un Angelo pastore lo venne a visitare,
la notte di Natale a Bettelemme.

La stella dell’Oriente si videro apparir,
giuda guida fu quella dei tre Reggi.

Entrarono i tre Reggi con mirra, incenso e oro,
portaron ognun di loro ‘l suo tributo.

Erode l’ha saputo con colpo di veleno,
lo fece aprire ‘l seno ‘gni fanciullo.

Su su non dar trastullo a un re così crudele,
queste son le querele delle madri.

Su su con l’alte squadre degli angeli canori,
son canti di pastori e d’altre genti.

E noi che siam viventi ve la vogliamo da’,
ve la vogliam lascià la Santa Pasqua.  (bis)